William Wobbler (1985, Wizard Development)

Conobbi “William Wobbler” nel novembre 1987, con il nome di “Morky“: il gioco era presente sulla COM64 n. 29, insieme ad altri classici (anch’essi con nomi differenti, ovviamente) come “Auf Wiedersehen Monty” (italianizzato con il poco fantasioso titolo “La Talpa”), “Imhotep” (alias “Egypt”…), “Terra Cresta” (ne ho già parlato su questo blog!), “Airwolf” (“Scorpion”) e “Commando ’86” (“Attack”). Inizialmente mi incuriosì per il titolo, un chiaro richiamo al protagonista della serie TV “Mork & Mindy”, che seguivo fin da piccolissimo (in quel periodo, se non ricordo male, andava in onda in replica su Telenorba); l’eroe del gioco non c’entra molto con il personaggio interpretato da Robin Williams (anche se l’originale si chiamava “William”… ma forse è solo un caso!): è uno strano rettilone antropomorfo con la testa in perenne movimento, disegnato (ed animato) in maniera molto dettagliata, grazie soprattutto alle sue ragguardevoli dimensioni: ben tre sprites (uno dei quali espanso orizzontalmente) uno sull’altro. Il gioco si presentava come un semplice “platform”, ma si trattava di un’avventura grafica dalla difficoltà mostruosa, aumentata esponenzialmente dal fatto che, ad ogni partita, la disposizione delle stanze cambiava in maniera casuale! Come se non bastasse, si aveva una sola vita a disposizione. Fu soprattutto la simpatia del protagonista che mi spinse a giocarci abbastanza a fondo (senza però riuscire ad ottenere grandi risultati).

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In questa schermata possiamo ammirare un autoritratto del programmatore (è quello sulla sinistra!)

L’ho rispolverato di recente, dopo averlo trovato (con il titolo di “Super Tombolo“(1)) su una “Hit Parade” acquistata un paio di mesi fa: sorprendentemente, ne ricordavo bene alcune caratteristiche, come la sistemazione casuale delle stanze ad ogni partita, e la presenza di una caverna incustodita; ho deciso quindi di caricare la versione originale sull’emulatore, per farci qualche partita e magari giungere finalmente alla conclusione dell’avventura.

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William Wobbler si appresta a cominciare la sua avventura!

Il gioco si svolge su vari “piani”: si comincia sulla superficie, dalla quale, inizialmente, è possibile accedere soltanto a dieci caverne sotterranee; una di esse è incustodita, e nelle sue profondità nasconde varii oggetti, tra i quali un globo che consente di neutralizzare i guardiani delle altre. La prima cosa da fare è, quindi, localizzare questa caverna, sperando di beccarla al primo colpo: in caso contrario occorre infatti ritornare in superficie, attraversando un passaggio situato ancora più in profondità, popolato da serpenti e rane volanti (da piccolo, per evitare questa lunga e pericolosa ricerca, riavviavo la partita con il tasto “restore”, finché nella partita successiva la caverna incustodita compariva all’inizio del gioco).

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Il sottosuolo è popolato da rane e serpenti!

Muoversi in superficie è altrettanto pericoloso: William, infatti, oltre ad essere attaccato da fastidiosissimi e letali animaletti volanti, è costantemente inseguito da sua moglie che, armata di clava, vuole impedirgli di tornare a casa prima di aver completato la missione, sul cui obiettivo nè le istruzioni presenti sulla rivista nè quelle incluse nel gioco originale forniscono informazioni dettagliate: si tratta, in estrema sintesi, di raccogliere dieci indizi e di risolvere un complicatissimo puzzle; una volta trovata la soluzione, occorreva salvarla su un dischetto speciale incluso nella confezione (il disco era incluso anche nella versione su cassetta). Il primo a spedire la soluzione corretta del gioco avrebbe vinto un premio del valore di 1.000 sterline… e, a detta del programmatore, il premio non è stato assegnato (2)… Inutile dire che, nella nostra versione da edicola non si faceva alcuna menzione del concorso a premi, e non era incluso alcun dischetto su cui salvare la soluzione!

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Il nostro eroe si è appena beccato una mazzata in testa…

Portare a termine l’avventura, purtroppo, è quasi impossibile, per vari motivi: il più importante è costituito dall’assenza di “vite extra”: una volta colpiti, si è costretti a ricominciare tutto dall’inizio; basta quindi una minima distrazione per mandare all’aria una partita (che magari andava avanti da più di un’ora!). Per non parlare poi del fatto che, in alcuni punti, si rischia di rimanere intrappolati se non si possiedono gli oggetti giusti (o se non si ha abbastanza spazio nell’inventario). E’ possibile salvare i propri progressi soltanto dopo aver recuperato il floppy disk (cosa non proprio semplicissima), ma il salvataggio può essere effettuato esclusivamente su disco: chi possedeva soltanto un umile datassette quindi, oltre ad essere tagliato fuori dal concorso, era costretto a subire la frustrazione di dover ricominciare sempre tutto da zero in caso di fine prematura (e se consideriamo il fatto che nella partita successiva le caverne cambiavano disposizione potete ben immaginare cosa volesse dire)… Infine, come già accennavo prima, la capienza dell’inventario è limitata a soli dodici oggetti (sui circa trenta presenti nel gioco): nel momento in cui viene raccolto il tredicesimo, l’inventario si svuota, e gli oggetti prima posseduti vengono posizionati nuovamente dove si trovavano all’inizio!

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Il guardiano di questa caverna ha i minuti contati…

Chi fosse riuscito (non oso immaginare dopo quanti tentativi) a raccogliere i 10 indizi si sarebbe poi trovato di fronte ad un ultimo, insormontabile ostacolo: un puzzle a dir poco “criptico”, costituito da venti linee di venti caselle ciascuna. Queste caselle vanno combinate fino a formare un’immagine “astratta”; il problema (stando alla discussione (3) pubblicata sul forum del sito “Lemon64”) è che il programma non dà alcuna conferma sulla correttezza della soluzione…

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Riuscite a risolvere questo puzzle?

Il mio proposito di risolvere il gioco una volta per tutte è stato fortunatamente agevolato dalla preziosa funzione di “salvataggio” (il cosiddetto “Freeze”) offerta dall’emulatore “CCS64”, e da qualche occasionale occhiata alla breve “guida” fornita da Lasse Oorni sul forum del sito “Lemon64” (4). Dopo circa una settimana di frustranti tentativi sono riuscito finalmente ad accedere al famigerato puzzle, che però non sono stato in grado di risolvere: l’immagine (realizzata con i caratteri PETSCII!) è talmente astratta che le soluzioni potrebbero essere migliaia – ma potrebbe anche non essercene nemmeno una!

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Ecco un ottimo sistema per dimagrire!

Tuttavia, la mia opinione su William Wobbler non cambia: è un gioco dall’ambientazione originale, pieno di trovate divertenti, con un protagonista simpaticissimo e una buona giocabilità, penalizzato soltanto dall’elevato livello di difficoltà. Tecnicamente è realizzato molto bene, ed anche la grafica ed il sonoro sono ben al di sopra degli standard dell’epoca: in particolare, mi è piaciuto molto l’aspetto pseudo-tridimensionale delle caverne, anche se avrei gradito una maggiore varietà cromatica. La colonna sonora, composta da Ben Daglish, è costituita da un brano musicale molto orecchiabile ma relativamente complesso (e sfortunatamente breve, vista la durata del gioco), che non riuscii ad apprezzare a dovere nella mia infanzia, dato che nella versione “COM64” ad un certo punto andava fuori sincrono…

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Assicuratevi di avere un disk drive funzionante…

William Wobbler comprende anche un paio di “stranezze” non documentate: la “test card” (che l’autore, Antony Crowther, aveva già sperimentato nel suo precedente titolo “Gryphon”) che compare dopo aver premuto il tasto “Restore”, ed un giochino a scorrimento verticale, realizzato con i caratteri PETSCII, che si attiva premendo il pulsante del joystick in porta 1 nella schermata dell’inventario (e che però si gioca inserendo il joystick in porta 2!): non ho capito se sia collegato in qualche modo con il gioco principale, ma per ora mi sembra che non se ne possa uscire vivi (quindi è meglio non avviarlo a partita inoltrata!).

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E’ tempo di sparare qualche colpo!

Mi sono divertito abbastanza a rigiocare questo titolo: ricordavo di averci speso parecchie ore da piccolo, e di essere anche arrivato abbastanza in fondo, ma mi sbagliavo: sono davvero tantissime le cose da fare e da vedere. Giocarlo con un emulatore è senz’altro meno frustrante, e dubito che qualcuno sia mai riuscito ad accedere al puzzle senza ricorrere a qualche trucchetto. Resta comunque la delusione di non essere riuscito a vederne la fine: sarebbe stato bello capire in cosa consistesse questo fantomatico tesoro da recuperare, e quale fosse il ruolo della moglie del protagonista (o quanto meno il motivo per cui fosse così in collera nei suoi confronti!).

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Quello sulla sinistra  non è l’autore del gioco!

NOTE:

(1) Esiste anche un’altra versione “da edicola”, pubblicata dalla Edigamma, intitolata “Pietro il Dondolone“: questo titolo, anche se sembra il più ridicolo dei tre, è quello che più si avvicina all’originale!

(2) Dal sito della Gremlin Graphics: https://www.gremlinarchive.com/index.php/2016/06/01/william-wobbler/

(3) http://www.lemon64.com/forum/viewtopic.php?t=46255&sid=25ea1318442f4cb991f3fa8b19a0ac34

(4) La soluzione (parziale): http://www.lemon64.com/forum/viewtopic.php?t=7217&sid=e4fe526c6608ec05b84eba3c6b1120f7

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